Lucia

By dontomsci

C’è un caro amico che è convinto che a volte non parlare è meglio: si corre il rischio di sciupare i pensieri. Ma qualche cosa dobbiamo pur dirla, un po per sentirci in comunione, un po per elevare ancora di più i pensieri. Tacere è per me impossibile in questi casi, non mi preoccupa essere banale o fuori luogo.

Quando ho conosciuto Lucia mi disse: “tu non diventerai mai prete”; per come stavo combinato all’epoca aveva proprio ragione. Lei era così: parlava chiaro, fino all’indisponenza a volte. Tutti conoscevano il suo pensiero e te lo presentava con tutta la durezza necessaria.

Sapeva dosare determinazione e riflessione. I suoi occhi impressionavano per come sapevano scrutare, era chiaro che cercava di cogliere attraverso i tratti il cuore di chi fissava.

Il suo grande amore per i ragazzi: ieri don Enrico ci ha raccontato che anche sul letto del dolore aveva come pensiero i campi dell’Acr. Vorrei tanto poterle dire che sono andati bene, che chi ho mandato è riconoscente per i doni ricevuti, anche per le sue preghiere.

L’ho vista l’ultima volta a fine luglio, era già ricoverata, mi è dispiaciuto che per darmi confidenza si sia sentita male, non mi sembrò provvidenziale quella mia visita. Ha accolto la sofferenza con la sua forza e anche questo ci ha dato speranza che questo lutto non si sarebbe vissuto.

Ad Emilio, suo sposo da giugno, va tutta la mia ammirazione per come ha saputo starle accanto fino ad ora, vorrei poterlo consolare con parole di Vita e di Fede, ma sono certo che anche solo il ricordo di Lucia saprà accompagnarlo in questo tratto così buio.

Grazie Lucia

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