Archivio per Dicembre 2006

L’uomo dell’anno

Dicembre 30, 2006

Se per la rivista Time l’uomo dell’anno sono io, o anche te…

I miei uomini dell’anno, quelli che maggiormente hanno influenzato il mio pensiero, le mie scelte, sono persone di cui spesso ci si dimentica, ma sono certo che il seme da loro gettato non andrà mai perduto.

Sono gli uomini che hanno testimoniato la fede fino a donare la vita, da Fides l’elenco completo.

Grazie

Friend Test

Dicembre 27, 2006

Per chi non lo sapesse ho piacevolmente cura di adolescenti. Negli ultimi 15 giorni avrò ricevuto almeno una ventina di richieste a compilare un test di conoscenza: Friend Test. Vogliono non solo essere riconosciuti: ricordare il nome non basta più, ti devi ricordare anche i nick dei vari programmi di messaggistica (a volte baro l’ammetto faccio finta di riconoscerli, ma come faccio a ricordare chi è Foxi??); ma ora vogliono che gli si dimostri un buon livello di conoscenza della loro storia e della loro personalità: luogo di nascita, colore preferito, carattere…

Ho stabilito una media del 67%!!! Fortuna o strategia?
Ho notato che di solito tra le prime risposte c’è più probabilità di azzeccare quella giusta. :P

Grazie

Cammineranno i popoli alla tua luce

Dicembre 23, 2006

E’ stato il leitmotiv di questo tempo di avvento, ho cercato di renderla trasformando questa immagine di Lorenzo Monaco…

Grazie.

Confessione Online!!! Basta…

Dicembre 22, 2006
Finalmente con l’adsl riesco a leggermi con calma tutte le notizie che mi sono mancate in questi giorni anche a causa dello sciopero dei giornalisti.
Faccio un giro e da news.google.it apprendo l’ennesima bufala pubblicata il 20 dicembre: Confessione online. Finché ci casca l’Unità capisco, si sa che col catechismo non sono mai andati troppo d’accordo, ma Corriere della sera e Sky, dovrebbero imparare a verificare le notizie come ha già fatto Passi nel deserto, potete anche ascoltare l’intervista ad uno dei fantomatici “Confessori Online!”, di cui è stata confusa la disponibilità all’ascolto online con il sacramento della penitenza.
Si sa bene che il sacramento della confessione non può non essere dato che di persona, non solo per la riservatezza, ma anche per la dignità propria di ciò che si celebra.
In questo momento nessuna smentita da parte delle testate (contro un muro dovrebbero darle), lo sciopero lo faccio io: non intendo comprare uno di questi giornali incapaci di verifica delle notizie e di smentite delle clamorosi bufale pubblicate.

Grazie

Bello Vero!

Dicembre 21, 2006
- Sembra che mi abbiano dato l’adsl! -

Il Papa oggi ha incontrato gli amici dell’A.C.R:

“Il Natale è il grande mistero della Verità e della Bellezza di Dio che viene in mezzo a noi per la salvezza di tutti. La nascita di Gesù non è una fiaba: è una storia realmente accaduta, avvenuta a Betlemme duemila anni fa. La fede ci fa riconoscere in quel piccolo Bambino, nato da Maria Vergine, il vero Figlio di Dio, che per amore nostro si è fatto uomo. “Re del cielo, viene in una grotta al freddo e al gelo”, così dice l’inno natalizio “Tu scendi dalle stelle”, conosciuto in tutto il mondo. Nel volto del piccolo Gesù contempliamo il volto di Dio che non si rivela nella forza o nella potenza, ma nella debolezza e nella fragile costituzione di un bambino. Questo “Bambino divino”, avvolto in fasce e posto nella mangiatoia con materna attenzione dalla Madre, Maria, rivela tutta la bontà e l’infinita bellezza di Dio.”

da vatican.va

Come si oppone la bugiarda bellezza di questo mondo con quella della Verità di Cristo.

Grazie

don Giuseppe Dossetti, 10 anni dopo.

Dicembre 14, 2006
Nella mia permanenza estiva nella comunità della Piccola Famiglia dell’Annunziata, ho cercato di comprendere al meglio la persona di don Giuseppe Dossetti, una figura poliedrica, che nel corso della sua intensa vita è stato leader della resistenza antifascista, docente universitario di diritto ecclesiastico, vicesegretario della Democrazia Cristiana, eletto alla costituente fece parte della Commissione dei 75, infine monaco.
A Monte Sole ho incontrato Fratel Luca, dietro l’apparenza di mite monaco si celava un esperto conoscitore dell’Islam e della cultura orientale, riporto qui gli appunti di questo incontro che ho tentato di risistemare.
Fratel Luca ha conosciuto don Giuseppe nel 1986, mentre era convalescente da una malattia presa ad Amman, rimase colpito dalla passione con cui celebrava l’Eucarestia e per il modo di accostarsi al testo biblico, cioè attraversando l’esperienza umana, ne aveva un approccio esistenziale. Anche le problematiche più attuali, riusciva, senza a tradire il testo, a metterle a confronto con le scritture. Non che leggesse le scritture attraverso i fatti storici, ma illuminava i fatti attraverso la Parola. In tutto questo aveva una forte capacità di coinvolgimento nella storia che si stava vivendo, perché egli per primo era pervaso da un sentimento di profonda solidarietà col genere umano.
“Qual è il proprio dell’impegno del cristiano? Rimane quello di una partecipazione ai beni che il Signore ci ha voluto donare attraverso la consacrazione battesimale, è un dono che va partecipato”, queste stesse parole di don Giuseppe aprono alla comprensione di quest’uomo di cui non si può distinguere la sua consacrazione a Dio con ciò che viveva nella storia; un appassionato della storia e del Signore.
In “Eucarestia e Città” fa un’analisi della città dell’uomo vedendone i rischi e le potenzialità, dando l’affermazione che questa città ha bisogno di una profonda sanazione. Il contributo cristiano è contribuire alla sanazione dalle dinamiche profonde della storia. Vivendo appieno il proprio del cristiano, di un rapporto di un vivere nella vita nuova, conforme alla piena maturità di Cristo. Se un gruppo cristiano vive la Carità (la vita di Dio), immette nel corso della storia una potenza di grazia, capace di sanare la società umana a contribuire per la costruzione di processi positivi, non dettati da una ideologia umana, ma che hanno una loro efficacia, attraverso la grazia di Dio. Questo deve essere visto, attraverso la distinzione tra il piano interiore e relazionale con gli altri, per trasmettere una sapienza che viene dall’alto, senza rinunciare di dire il particolare della propria esperienza.
Il proprio cristiano può fecondare le altre culture, ed essere arricchito da altre prospettive. Se è vero che la rivelazione è compiuta in Cristo, è però vero che il cammino della storia deva ancora portare a compimento la piena svelazione del mistero di Cristo, ogni popolo ha la sua vocazione rispetto al mistero di Cristo, ci sono aspetti che devono essere svelati attraverso il contributo di tutti i popoli. Proprio per questo don Giuseppe viveva un senso di solidarietà con tutta la storia umana, sia con i drammi, sia con la ricerca del mistero di Dio in Cristo. Il suo essere monaco, lo portava ad accogliere l’iniziativa di Dio e a sentire i problemi di tutti gli uomini come suoi, ad affrontarli attraverso la preghiera personale, la conversione continua e dare il suo contributo nei momenti chiave. Proprio per questo nel 1994 interruppe il suo rigoroso silenzio di monaco per entrare nella discussione politica sulla costituzione.
Per questo profondo senso di solidarietà con la storia egli preferì costruire il suo monastero e dar vita a questa famiglia monastica proprio nei pressi dei resti di Casaglia (BO), dove il 29 settembre 1944 una divisione di soldati tedeschi compì “il più vile sterminio di popolo” (Salvatore Quasimodo), solo in quel giorno 147 civili di cui 50 bambini furono uccisi per rappresaglia, nei giorni successivi si contarono 770 morti.
Il rapporto con le Sacre Scritture li assume connotati particolari, proprio perché è immergersi nella storia di Dio con l’uomo. Più il rapporto con la scrittura si approfondisce, più cresce la consapevolezza che fondamentale è l’iniziativa preveniente di Dio che ci coinvolge, che ci fa strumenti nella sua mano. Questi pensieri vogliono esserei semplicemente, nel modo più semplice il vivere la vita cristiana che don Dossetti ha voluto riportare all’essenziale. Accogliere la grazia di Dio, la vita nuova che ci ha donato e renderne partecipi gli uomini del nostro tempo, per far questo bisogna alimentarsi alla vita sacramentale, e alla vita di parola, dove i sacramenti sono trasmissione di vita divina.
Per quanto gravi siano le pene che l’uomo porta, nell’Eucarestia gioire.

Grazie fratel Luca

Tempo di gratitudine

Dicembre 5, 2006