Archivio per Febbraio 2007

L’ultima tomba di Gesù

Febbraio 27, 2007

Mi sono assentato da questo blog per un po per una serie di motivi, avevo necessità di ascoltare più che parlare, e un po per non entrare nel giro di quelli che puntano tutto sulla notorietà e sul Rank.
Interrompo il mio silenzio per segnalarvi l’ennesima trovata cinematografica, che come se fosse una novità, ci propina un documentario sull’ipotetica tomba di famiglia di Gesù… a rispondere ci pensa Padre Michele Piccirillo OFM uno dei più grandi Archeologi di Terra Santa:
“Ecco, qui c’è Shimon Bar-Yona, che è il nome di san Pietro. Vede questa lapide? Qui c’è Giuda. Su quest’altra: il Cireneo. Ecco: qui c’è un Gesù. Qui si legge benissimo: Maria. Accanto: Marta e Maria, sorelle di Lazzaro. Sapesse quante ce ne sono, sepolture con questi nomi! Voglio scherzarci su: è come se domani le mie ossa fossero confuse con quelle del mio omonimo, il pugile campione dei pesi Leggeri. Ogni Pasqua e Natale qualcuno si inventa un ritrovamento clamoroso. L’anno scorso era la grotta di san Giovanni Battista. La Terrasanta sta diventando una messa in scena. Tutto diventa una scusa per far soldi, e parlar male di Gesù Cristo”

[Link]

E’ da notare quanto il sito del film offra opportunità di discussione e la promozione anche del libro, marketing di bassa lega ormai!

Grazie

I giovani secondo Aristotele

Febbraio 19, 2007
I giovani sono inclini ai desideri e portati a fare ciò che desiderano. Tra i desideri del corpo sono inclini soprattutto a quelli erotici e sono incontinenti al riguardo. Sono mutevoli e presto sazi nei loro desideri e, come desiderano intensamente, così cessano rapidamente di desiderare; infatti le loro volontà non sono forti, ma sono come la sete e la fame dei malati.
E sono impetuosi, facili all’ira e al seguire l’impulso. E sono succubi dell’impetuosità; per la loro ambizione, non sopportano la mancanza di riguardo, bensì s’adirano se ritengono di avere subito un’ingiustizia. E sono ambiziosi, e ancor più desiderosi di successo; la giovinezza infatti desidera la superiorità, e la vittoria è una superiorità. Ed hanno queste due ambizioni più che l’amore del denaro; essi amano pochissimo il denaro, perché non hanno ancor provato il bisogno, come si esprime il detto di Pittaco ad Anfiarao
Essi non sono di cattivo carattere, ma di buon carattere, perché non hanno ancor visto molte malvagità; e sono facili a convincersi perché non sono stati ancora ingannati molte volte. E sono facili a sperare: infatti, come gli uomini brilli, i giovani sono riscaldati dalla natura anche per il fatto che non hanno ancor subito molti insuccessi.
E vivono la maggior parte del tempo nella speranza; infatti la speranza è relativa all’avvenire, così come il ricordo è relativo al passato; e per i giovani l’avvenire è lungo e il passato breve; infatti all’inizio del mattino non v’è nulla della giornata che si possa ricordare, mentre si può sperare tutto.
Essi sono facili a lasciarsi ingannare, per il motivo che dicemmo, cioè perché sperano facilmente. E sono più coraggiosi; poiché sono impetuosi e facili a sperare e di queste due qualità la prima impedisce loro di aver paura, la seconda li rende fiduciosi; infatti nessuno teme quando è adirato, e lo sperare qualche bene dona fiducia. E sono indignabili; poiché non ammettono che esistano altrove altre cose belle, ma sono educati solo dalla legge della tradizione. E sono magnanimi; poiché non sono ancora stati umiliati dalla vita, anzi sono inesperti delle ineluttabilità, e il ritenersi degni di grandi cose è magnanimità: e ciò è proprio di chi è facile a sperare. Inoltre preferiscono compiere belle azioni piuttosto che azioni utili; poiché vivono più secondo il loro carattere che secondo il calcolo; ed è il calcolo che riguarda l’interesse, mentre invece la virtù riguarda il bello. E sono amanti degli amici e dei compagni più che nelle altre età, poiché godono della vita in comune e non giudicano ancor nulla secondo il loro interesse e neppure, quindi, i loro amici.
E peccano sempre per eccesso e per esagerazione, contrariamente all’insegnamento di Chilone: essi infatti fanno tutto con eccesso; poiché amano all’eccesso, odiano all’eccesso e così via. Essi credono di sapere tutto e si ostinano al proposito; questa è appunto la causa del loro eccesso in tutto. E anche le loro ingiustizie sono compiute per eccesso oltraggioso, non per malvagità.
E sono inclini alla pietà, poiché immaginano tutti onesti e migliori di quanto siano; e commisurano i vicini col metro della loro innocenza, per cui immaginano che le loro sofferenze siano immeritate. E sono amanti del riso e buontemponi; infatti la giocondità è un eccesso temperato dall’educazione. Tale è dunque il carattere dei giovani.

(Aristotele, Retorica II, 12…)

Tutto intorno sembrerebbe lasciare senza speranza nei riguardi degli adolescenti, ma io pongo il mio atto di fede in loro e in quanto possono dare.

grazie

Amate i nemici…

Febbraio 18, 2007

[Foto Credit]

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Prima lettura

Google come Dio.

Febbraio 16, 2007

[Link Video] [Grazie a MCC per la traduzione]

Genesi 11,1-9, letta proprio oggi nella celebrazione liturgica, mi ispira nella visione di questo video. Se fosse tutto vero, le affermazioni sono plausibili, Google vorrebbe sostituirsi a Dio (vedi questo vecchio post). A questo punto oltre che della privacy mi preoccuperei del senso che vogliamo dare alla modernità, a internet.

San Valentino…

Febbraio 14, 2007
Oggi per il calendario generale della Chiesa Cattolica ricorrono i santi Cirillo e Metodio, giganti della storia d’Europa, ma per il senso comune e popolare questo giorno viene ricordato per San Valentino, protettore dei fidanzati.

Che i tempi di fidanzamento si siano allungati rispetto al matrimonio è sotto gli occhi di tutti, le motivazioni sono molteplici, ma io voglio segnalare questo blog di don Marco Sanavio: Sposi Subito, “Come affrontare difficoltà vere o presunte che ti separano dal matrimonio”.

La proposta per me sorprendente è proporre una celebrazione del matrimonio (compreso di pranzo con invitati, sic!) con una spesa di € 5000! Io per ovvi motivi non posso testare questa opportunità; qualcuno è disposto a sperimentare?

Grazie

Beati o disgraziati

Febbraio 11, 2007

[il monte delle beatitudini]

Update giù

Prima Lettura Ger 17,5-8
Maledetto chi confida nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.

Dal libro del profeta Geremia
Così dice il Signore:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
che pone nella carne il suo sostegno
e dal Signore allontana il suo cuore.
Egli sarà come un tamerisco nella steppa,
quando viene il bene non lo vede;
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è sua fiducia.
Egli è come un albero piantato lungo l’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi;
nell’anno della siccità non intristisce,
non smette di produrre i suoi frutti».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 1
Beato chi pone la speranza nel Signore.

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

Seconda Lettura 1 Cor 15,12.16-20
Se Cristo non è risorto, è vana la nostra fede.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto; ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini. Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

Canto al Vangelo Cf Mt 11,28
Alleluia, alleluia.
Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi
e io vi ristorerò, dice il Signore.

Oppure: Lc 6,23
Rallegratevi ed esultate, dice il Signore,
perché la vostra ricompensa é grande nei cieli.
Alleluia.

Vangelo Lc 6,17.20-26
Beati i poveri. Guai a voi, ricchi.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante.
C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone.
Alzati gli occhi verso i suoi discepoli, Gesù diceva:

«Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete gia la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti».

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UPDATE

Risolti i problemi audio, quello che sembrava un rallentamento del file dovuto ad Odeo, in realtà si risolve alzando di 2 semitoni. Un speciale ringraziamento va a Daniele che dopo di oggi non sarà più solo il mio presepista, consulente tecnico-informatico, amico, ma è diventato il mio personal audio editor…

Del perfetto presbitero web 2.0

Febbraio 9, 2007

[foto credit]

Molti confratelli sono certo che potrebbero dare molto nel web, a volte non hanno tempo a disposizione, altri sono decisamente lontani da questo mondo e non sanno come affacciarsi; a loro dedico questo post.

Le risorse:

La prima grande risorsa è il social network dei sacerdoti, Pretionline ci mette in rete e offre l’opportunità di essere rintracciabili, chiunque può comunicare con noi per qualsiasi motivo e inviarci una mail senza che il nostro indirizzo sia visibile, evitando spam o inutili scocciatori.

Spesso ci troviamo nella situazione di dover preparare una catechesi, un incontro o una veglia, la risorsa per eccellenza è Qumran2 spazio aperto alla condivisione anche di quanto produciamo in proprio.

Per la preghiera io ho abbandonato da tempo i quattro volumi della liturgia delle ore (tranquilli prego ancora!), avendo un palmare a disposizione si possono versare i contenuti del sito di Maranathà Mobile utilizzando Avantgo. La comodità è tantissima, intanto non si perde tempo appresso a comuni e propri, infine il testo è sempre in tasca.

Aggiornarsi è sempre un problema, alcune riviste dedicate al clero, arrivano in abbonamento postale sempre in ritardo, anche nei contenuti che servono.
Segnalo il sito della Congregazione per il Clero, aggiornato con frequenza, una miniera per la nostra crescita, dalle risorse patristiche ai documenti ufficiali.
Le news possiamo trovarle presso l’agenzia Fides e dal sito della Conferenza Episcopale Italiana, la comodità è nell’uso di rss, possiamo essere aggiornati con immediatezza utilizzando un qualsiasi aggregatore (io faccio uso di Feedreader); purtroppo questa tecnologia non è in uso sul sito della Santa Sede, ma la pagina delle news è utile eccome, non possiamo accontentarci di quello che dicono i giornali di quanto afferma il Santo Padre.

Ognuno di noi ha qualcosa da condividere in questo mondo in continua evoluzione, possiamo esprimere la nostra opinione e farne il confronto con la fede.
Un esempio è Don Paolo, sacerdote genovese che cura alcuni progetti su wikipedia.
C’è anche l’opportunità dei blog, se ne possono creare di diverso tipo, è l’occasione di rendere immediata la percezione delle nostre opinioni, potremmo anche solo aggiornare i parrocchiani delle attività parrocchiali, come fa il mio amico don Franco.
Ci prepariamo tutti l’omelia domenicale e festiva, io ho scelto di condividere quella che faccio il sabato, permettendo a circa 8 persone di prepararsi alla celebrazione domenicale. Basta registrare la propria voce, non c’è bisogno di fare nulla di eccezionale, un lettore mp3, un programma che comprima il contenuto in un formato molto diffuso (io uso Win Lame), condividere il file in rete non è difficile, le opportunità sono infinite (io uso Odeo).

Fin qui alcune risorse di partenza, ora lo stile:

Quello che contraddistingue la rete è la condivisione di idee ed esperienze, noi abbiamo molto da dare. Possiamo essere protagonisti di nuovi mezzi e stili di evangelizzazione, quindi sperimentare senza temere.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i miei confratelli già in rete da tempo (in particolare donMo).

Grazie

Un anno di blog

Febbraio 8, 2007
Oggi questo blog compie un anno [Link]!!!

E’ stato un anno intenso di amicizie, di condivisione di idee ed esperienze.

Grazie a tutti gli amici digitali…

Aiuto contributo

Febbraio 6, 2007
Foto credit

Con scopo estremamente divulgativo mi hanno chiesto di parlare di “Genitori e new media”. Vi chiedo suggerimenti e risorse.

Grazie

Pescatori pescati!!!

Febbraio 3, 2007


[Link immagine]

Prima Lettura Is 6,1-2a.3-8

Eccomi, manda me!

Dal libro del profeta Isaia

Nell’anno in cui morì il re Ozia, io vidi il Signore seduto su un trono alto ed elevato; i lembi del suo manto riempivano il tempio. Attorno a lui stavano dei serafini, ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. Proclamavano l’uno all’altro:

«Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti.
Tutta la terra è piena della sua gloria».

Vibravano gli stipiti delle porte alla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempiva di fumo. E dissi:

«Ohimè! Io sono perduto,
perché un uomo dalle labbra impure io sono
e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito;
eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti».

Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e mi disse:

«Ecco, questo ha toccato le tue labbra,
perciò è scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato».
Poi io udii la voce del Signore che diceva: «Chi manderò e chi andrà per noi?». E io risposi: «Eccomi, manda me!».

Salmo Responsoriale Dal Salmo 137
Cantiamo al Signore davanti ai suoi angeli.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa più grande di ogni fama.
Nel giorno in cui t’ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra
quando udranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore,
perché grande è la gloria del Signore.

Il Signore completerà per me l’opera sua.
Signore, la tua bontà dura per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

Seconda Lettura 1 Cor 15,1-11

Così predichiamo e così avete creduto.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi, e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l’ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!

Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono l’infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.
Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me. Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Canto al Vangelo Cf Gv 15,16

Alleluia, alleluia.

Io vi ho scelti in mezzo al mondo, dice il Signore,

perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo.

Alleluia.

Vangelo Lc 5,1-11

Lasciato tutto, seguirono Gesù.

Dal vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre, levato in piedi, stava presso il lago di Genesaret e la folla gli faceva ressa intorno per ascoltare la parola di Dio, vide due barche ormeggiate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedutosi, si mise ad ammaestrare le folle dalla barca.

Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e calate le reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». E avendolo fatto, presero una quantità enorme di pesci e le reti si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche al punto che quasi affondavano.

Al veder questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontanati da me che sono un peccatore». Grande stupore infatti aveva preso lui e tutti quelli che erano insieme con lui per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone.

Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». Tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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