Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano
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Invia: Direttore UCS
Data: 27 luglio 2007 / Pagine: 3
COMUNICATO STAMPA
“Convocazione straordinaria del clero cosentino sulla vicenda
dell’Istituto Papa Giovanni XXIII in Serra d’Aiello”
Giovedì 26 luglio i sacerdoti dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano sono stati convocati dall’Arcivescovo Monsignor Salvatore Nunnari nell’auditorium “Giovanni Paolo II” presso il Seminario Cosentino per un incontro relativo alla vicenda dell’Istituto Papa Giovanni XXIII in Serra d’Aiello. Presenti 142 sacerdoti e religiosi-parroci su 157 convocati; assenti soltanto alcuni ammalati o fuori regione per attività pastorale. L’incontro si è aperto alle 10.30 con la preghiera dell’Ora Media. Successivamente l’Arcivescovo, monsignor Salvatore Nunnari, ha aperto il momento di riflessione con la lettura del brano biblico tratta dal Secondo Libro di Samuele (12, 1-10) nel quale si racconta della franchezza del profeta Natan che addita a Davide la sua grave colpa.
Una assemblea di presbiterio numerosa, appassionata, aperta e libera che rispondeva ad una esigenza sentita dal clero.
L’Arcivescovo con molta chiarezza nel suo corposo intervento ha preso le distanze dal comportamento di don Alfredo Luberto che “sfruttando la missione specifica della Chiesa, che è il servizio ai poveri, se ne è servito per soddisfare le proprie personali passioni, offrendo uno spaccato spaventoso soprattutto alla povera gente che magari fa tanti sacrifici per aiutare la Chiesa e i suoi ministri”.
Il Vescovo con chiarezza ha parlato a tutto il presbiterio riunito ripercorrendo la storia dell’Istituto Papa Giovanni XXIII nato dall’intuizione di Don Giulio Sesti Osseo, “poi finito in un’orribile maglia d’interessi, divenendo finanche collettore di voti in quel bacino elettorale con la sistemazione clientelare di 1700 dipendenti… e anche per la cattiva amministrazione di cui oggi questa Chiesa piange gli effetti deleteri”.
Senza mezzi termini monsignor Nunnari ha dichiarato che la Chiesa “fu maniacalmente ingannata”. Nella sua riflessione su don Luberto l’Arcivescovo ha aggiunto: “certo alle sue spalle, questo prete, non ebbe una Chiesa perché non l’ha cercata, anzi l’ha usata”.
In passato don Luberto ha avuto tanti incarichi di cui si è servito e di cui ha abusato carpendo la fiducia, la stima ed ingannando i Superiori.
“ Dai miei predecessori ha avuto tanti incarichi e tanta fiducia. Non se l’era meritata, l’ha carpita con l’inganno” ha detto con chiarezza monsignor Nunnari.
Nell’intervento non sono mancati anche i riferimenti a Monsignor Giuseppe Agostino, Arcivescovo emerito: “sta vivendo un suo particolare momento di dolore, non posso da confratello Vescovo, non possiamo come Chiesa che egli ha servito non essergli vicini con la preghiera e l’affetto”.
Una stagione difficile quella che ha descritto il Vescovo ai suoi preti ma per chiedersi, nella speranza: “cosa vuole ora il Signore da noi?” e per individuare nei percorsi di conversione, di penitenza e di santità le piste per il futuro della Chiesa cosentina.
“Non siamo qui per emettere una sentenza di condanna verso chi ha sbagliato ma per trovare il coraggio di un esame di coscienza comunitario e personale sulla testimonianza del nostro ministero ordinato.
Dobbiamo liberare il nostro presbiterio da tutto ciò che offusca la sua visibilità apostolica. Preti liberi da situazioni equivoche e ingannevoli. Aperti alla sincera fraternità per una comunione vissuta e non declamata. Non uomini rassegnati che qualche volta sembriamo essere, dinnanzi ai problemi del mondo, chiusi nella disperazione. Un presbiterio santo che faccia ripartire la nostra Chiesa arricchendola della Parola e della testimonianza della carità pastorale. Quando la notte è più fitta l’alba è vicina. Sono certo che, nonostante le nostre infermità, portiamo dentro di noi infinite ricchezze”.
Il Vescovo, rivolgendosi a tutta la Chiesa cosentina attraverso i sacerdoti e i religiosi, ha invitato al coraggio della testimonianza “rifuggendo la tentazione di chiudersi nel silenzio e nel nostro privato”.
A Don Franco Perrone, vicario episcopale per l’Amministrazione, è stata espressa la piena solidarietà del Vescovo e del Presbiterio; per obbedire al suo Vescovo, in un momento di transizione nell’amministrazione dell’Ipg e servire la sua Chiesa, oggi nonostante non ne abbia responsabilità, per l’ufficio svolto si trova coinvolto nella vicenda giudiziaria.
In un clima di assoluta franchezza, apertura, libertà e passione, alle precisazioni del Vescovo sono seguiti i numerosi interventi dei sacerdoti.
Nell’affrontare la vicenda è emersa l’esigenza di uno stile evangelico, improntato a misericordia e compassione, senza alcuna volontà di rivalsa.
La giustizia umana farà il suo corso ma all’interno della Chiesa la giustizia assume un altro significato: è l’Amore misericordioso di Dio che rende ‘giusti’ quando ci si converte, quando c’è la capacità di riconoscere il proprio peccato e si mostra una vera volontà di conversione; perdonare non significa condonare.
Il Presbiterio, pertanto, non sottovaluta o minimizza le responsabilità del confratello sacerdote e neanche di chi, avendo il compito di vigilare, per eccesso di stima e di fiducia mal riposta, ha mancato a questo compito.
Per don Alfredo, in particolare, l’assemblea ha chiesto di avviare il procedimento di sanzione canonica, cioè la sospensione a divinis, e dal punto di vista giudiziario valutare la possibilità che i presbiteri si costituiscano parte civile.
Questo per sottolineare, ancora più chiaramente, la presa di distanza dell’operato abnorme del confratello in una prospettiva di rinnovamento generale.
Alcune proposte concrete
In conclusione si è deciso insieme di dare “ascolto alla voce dello Spirito” che in quest’ora così difficile chiama tutti, sacerdoti e laici, ad un cammino di conversione e di purificazione concreta, che si nutre di preghiera e di penitenza. Un cammino silenzioso e nascosto, vissuto dentro la coscienza, dentro le parrocchie ed infine con un momento penitenziale pubblico conclusivo.
Queste le tappe:
1. Nella preghiera dei fedeli delle domeniche di fine luglio e di tutto il mese di agosto sarà inserita un’intenzione particolare per la Chiesa locale.
2. Nei venerdì di agosto nelle parrocchie si terrà la celebrazione della Via Crucis con le riflessioni che l’allora cardinale Ratzinger (oggi papa Benedetto XVI) scrisse per la Via Crucis al Colosseo con riferimento ai mali della Chiesa di oggi.
3. I sacerdoti personalmente, e le comunità parrocchiali, in sintonia con la Caritas regionale, provvederanno, con un contributo economico, ad un gesto significativo per i degenti del Papa Giovanni XXIII.
4. Giovedì 6 settembre, nel contesto del novenario in onore della Vergine, riprenderemo l’Icona della Madonna del Pilerio, per collocarla definitivamente nella sua Cappella in Cattedrale (dopo 30 anni) nell’intento di evidenziare visibilmente il suo materno patrocinio sulla nostra Chiesa Diocesana. I sacerdoti e i fedeli si ritroveranno nella piazza antistante Palazzo Arnone per procedere in processione verso la Cattedrale dove sarà celebrata una liturgia penitenziale.
Don Enzo Gabrieli
Direttore dell’Ufficio Diocesano
Comunicazioni Sociali


