Oltre ad attendermi molte incombenze, ho anche il reader colmo! L’elenco di blog e siti sui quali mi aggiorno sono la ricchezza della mia conoscenza. Ma quanto impiegherò a leggere tutto?
Mentre scrivo si sono varcati i 1000 elementi da leggere.
Vi prego di dare un’occhiata a queste 2 notizie dell’agenzia SIR [1] [2].
Un mio convincimento è che l’iperattività non è una malattia e ai bambini non si può dare psicofarmaci se non c’è grave rischio per la salute.
Ma l’immagine che ancor mi preoccupa di più è quella del quick fix, ripara veloce, un po come box ferrari; educare un bambino non può essere il frutto di chissà quale metodo immediato, ma è il frutto di condivisione amorosa e attenta della sua vita.
Io mi son creato una avatar giusto per andare a vedere alcuni posti in 3d e partecipare ad eventi esclusivi; nel frattempo SecondLife per me può anche chiudere.
Come avete capito non parlo del gruppo musicale, ma di quelli che per mesi a Cosenza abbiamo visto a bordo del fiume andando verso la stazione, nel video il servizio non si riferisce ai fatti che descrivo, ma alle stesse persone.
Ora che il fiume si è ingrossato, dopo più di ventiquattrore di pioggia, sono stati spostati. Il telegiornale regionale parlava di 17 persone nei locali di Stella Cometa; ironia della sorte qualche mese fa la politica voleva disfarsi di questa associazione, per occupare i locali usati ma dismessi dalle ferrovie, la scorsa notte quella stessa politica ha bussato alle sue porte certa che questi rumeni sarebbero stati accolti.
Stasera riunione per vedere come intervenire sull’emergenza. Intanto non ho visto 17 persone, ma molte di più, credo oltre 50. Per fortuna l’organizzazione è ben oleata da FieraInMensa e al di la di qualche contingenza in poco più di un giorno ci si attiva. Intanto la politica si muove, come può, ma senza alcuna prospettiva, se non forse martedì prossimo incontro dei sindaci del comprensorio dal Prefetto.
In tutto questo resto nuovamente colpito dall’incapacità progettuale della politica. Sono stanco di vedere la politica dell’emergenza, che sull’onda emozionale o del pericolo si attiva alla meno peggio. Ma non si può che biasimarli, se si è fortunati da politici si hanno prospettive quinquennali che sono sufficienti ai più scaltri di procurarsi il consenso per il mandato successivo.
Le politiche dell’integrazione e dell’accoglienza hanno bisogno di molte sinergie e tanto tempo come prospettiva. La nostra politica questo tempo non ce l’ha.